Posted by: childleas on: June 7, 2010
INVIATO A MODENAIl Toro continua la corsa e lo fa aggrappandosi a Rolando Bianchi, l’uomo che ne sta scrivendo il destino gol dopo gol, e alla forza di un gruppo costruito in meno di 30 giorni, incollato con un bostik speciale a questa maglia, un misto di orgoglio e tecnica che non finisce mai di stupire.
La sfida per la serie A sarà con il Brescia (mercoledì all’Olimpico l’andata) e arriva in capo a una semifinale vinta con i giusti patemi, ma colpendo il Sassuolo con metodo: all’inizio del 1º e del 2º tempo.
La squadra di Pioli tiene Quadrini dietro le due punte, pizzico di prudenza che il tecnico degli emiliani decide di non abbandonare per tutto il primo tempo.È l’argine destro del Toro quello che fa acqua, una vecchia volpe come Zampagna lo capisce e dirotta corpaccione e assist da quella parte.
Tre minuti dopo la mezz’ora: una palla velenosa del terzino manda in tilt la difesa emiliana, ma né Statella né Salgado sono Rolando Bianchi e il Toro ne cava niente.Serve una scossa, possiamo solo immaginare il discorso alla Full Metal Jacket di Colantuono nell’intervallo, ma fa effetto e anche subito.
Fonte:
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quitoro/201006articoli/27315girata.asp